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Come scegliere chi ti fa il sito web: 10 domande da fare prima di firmare
10 domande concrete da fare a chi vuole farti il sito web nel 2026: come distinguere chi sa il fatto suo da chi vende fumo.
Stefano Prandi — 2026-05-22
Negli ultimi anni ho rifatto decine di siti che erano stati pagati bene e fatti male. Non perché chi li aveva costruiti fosse incapace in senso assoluto: erano scelti male. Nove imprenditori su dieci, quando devono affidare il proprio sito, fanno le domande sbagliate. Chiedono "quanto costa", "in quanto tempo", "lo fai responsive?" – domande a cui chiunque sa rispondere "sì" anche se non sa farlo davvero.
Le domande che separano un professionista serio da uno che vende fumo sono altre. Te ne propongo dieci, costruite sulla base di errori veri visti su progetti reali. Per ciascuna ti dico cosa devi sentirti rispondere (verde) e cosa è invece un segnale d'allarme (rosso).
Se vuoi un confronto diretto su un tuo progetto, puoi chiedermi un preventivo personalizzato o scrivere a stepdesign@prandi.net.
1. "Posso vedere 3 siti tuoi reali, online ora, e parlare con quei clienti?"
Questa è la prima e la più importante. Non screenshot, non "lavori in corso", non casi studio anonimizzati. URL veri, cliccabili, ancora online dopo anni.
Risposta verde: Ti vengono mandati 3-5 link, ti viene detto su cosa ha lavorato esattamente la persona (perché spesso in agenzia non sai chi ha fatto cosa) e ti viene offerto il contatto di almeno un cliente disposto a confermare. Io per esempio cito sempre il sito del Dott. Fernando Colao (ortopedico, Firenze-Roma) o di Preventivi Pro (wizard B2B con backend reale) e se serve metto in contatto direttamente.
Risposta rossa: "Abbiamo un portfolio interno che non possiamo mostrare per riservatezza", "i siti sono stati poi modificati dai clienti", "ti faccio vedere dei mockup". Tradotto: non c'è portfolio verificabile.
2. "Il dominio e l'hosting saranno intestati a me?"
Domanda banale, risposta che cambia tutto. Esistono fornitori che registrano il dominio a nome proprio e te lo "concedono" finché paghi. Il giorno che cambi fornitore, ti accorgi che il dominio non è tuo.
Risposta verde: "Il dominio lo registriamo a nome tuo (o della tua azienda) con le tue credenziali. L'hosting è su un account intestato a te, oppure sul nostro ma con possibilità di migrazione gratuita in qualsiasi momento e accesso completo ai file."
Risposta rossa: "Il dominio te lo gestiamo noi", "l'hosting è incluso ma sui nostri server", "se vuoi migrare paghi una fee di setup". Scappa.
3. "Il codice sarà mio? Cosa succede se ci salutiamo?"
Il sito è composto da codice e contenuti. Devi avere accesso a entrambi. Per un sito statico (Astro, Next.js, React) significa repository Git accessibile. Per un sito su CMS significa credenziali admin reali, con tutti i permessi.
Risposta verde: "Alla consegna ti diamo accesso al repository Git, alle credenziali del CMS, alla dashboard hosting. Se domani decidi di andare da un altro, in mezz'ora hai tutto in mano."
Risposta rossa: "Il codice resta nostro per tutela del nostro lavoro." No. Il codice è tuo, lo hai pagato.
4. "Quanto pesa la home page in MB e che punteggio fa su PageSpeed?"
Qui si separano i dilettanti dai professionisti in 30 secondi. Un sito moderno, ben costruito, deve:
- Pesare meno di 1 MB sulla home (idealmente 300-600 KB)
- Avere punteggio PageSpeed Insights sopra 90 su mobile
- Caricarsi in meno di 2 secondi su 4G
Risposta verde: "Ti porto qui il punteggio PageSpeed di tre miei progetti online ora. Te lo verifichi tu in tempo reale." (Esempio: il sito del Dott. Colao fa 98 su mobile, pesa 280 KB.)
Risposta rossa: "I punteggi PageSpeed sono parametri tecnici poco rilevanti per l'utente medio." Tradotto: non li sa fare. Quei parametri sono il modo con cui Google decide se posizionarti.
Approfondimenti tecnici seri su web.dev (sito ufficiale Google sulle web performance).
5. "Come gestisci SEO base, sitemap, structured data?"
Non sto parlando di campagne SEO mensili da 800 euro. Sto parlando della SEO tecnica che deve essere fatta a regola d'arte durante la costruzione, altrimenti non si recupera dopo.
Risposta verde: "Sitemap XML generata automaticamente, robots.txt configurato, structured data JSON-LD per ogni tipologia di pagina (Organization, LocalBusiness, FAQPage, Article), meta tag Open Graph e Twitter Cards, gerarchia H1-H6 corretta, canonical URL, alt text obbligatori sulle immagini."
Risposta rossa: "La SEO la facciamo dopo con un servizio dedicato." No. La SEO tecnica si fa mentre si costruisce.
6. "Quanto costa modificarlo dopo? Tariffa oraria o canone?"
Questo è il punto dove molti fornitori si comprano il cliente a vita. Ti fanno un sito a poco e poi ti spennano sulle modifiche.
Risposta verde: "Modifiche piccole (cambio testo, immagine, prezzo) gratuite il primo anno o a tariffa oraria trasparente (es. 45-65 €/ora). Modifiche strutturali a preventivo. Nessun canone obbligatorio." Oppure: "Ti formo per fare tu le modifiche di testo tramite CMS o pannello dedicato."
Risposta rossa: "Abbiamo un canone mensile di assistenza obbligatorio di 80-150 € che include le modifiche." Tradotto: stai firmando un abbonamento a vita per il diritto di toccare il tuo sito.
7. "Chi scrive i testi? E le foto?"
I testi sono il sito. Un sito bellissimo con testi scarsi non vende. E la maggior parte dei fornitori scarica questa responsabilità sul cliente all'ultimo minuto.
Risposta verde: "I testi li scrivi tu con una mia traccia / li scrivo io con una tua intervista / lavoriamo insieme. È chiaro prima chi fa cosa. Stessa cosa per le foto: o le hai, o te le shooto, o usiamo stock di qualità che propongo io."
Risposta rossa: "Tu mi mandi i testi quando li hai pronti." Significa che il progetto si blocca tre mesi perché tu non hai tempo di scriverli e nessuno ti aiuta.
8. "Quante revisioni sono incluse nel preventivo?"
Questa domanda separa il preventivo onesto da quello che esploderà in litigi.
Risposta verde: "Due round di revisione strutturale sulla bozza, più micro-correzioni illimitate prima del go-live. Oltre, tariffa oraria trasparente." Numero scritto, regola chiara.
Risposta rossa: "Le revisioni sono incluse, lavoreremo finché sei contento." Bellissimo, finché non litigate al quinto giro.
9. "Tempi di consegna e cosa succede se sfori?"
I siti web sono famosi per slittare. Va bene chiedere chiarezza.
Risposta verde: "Stima realistica con milestone (es. wireframe entro settimana 2, design entro 4, sviluppo entro 8, online entro 10). Se sforo per mia responsabilità, ti riconosco uno sconto del X% o ti consegno gratis Y. Se sfori tu (testi, feedback), il progetto si sposta in avanti."
Risposta rossa: "Dipende, di solito 2-3 mesi." Senza milestone, senza responsabilità reciproca. Il progetto diventa eterno.
10. "Cosa NON è incluso nel preventivo che mi stai facendo?"
La domanda da un milione di euro. Te la stanno facendo poche, fattela tu.
Risposta verde: Un elenco chiaro: "Non sono inclusi: copywriting professionale, servizio fotografico, traduzioni, pagine extra oltre le 8 previste, integrazione con CRM/gestionali, formazione personalizzata oltre 1 ora, campagne SEO continuative, hosting dopo il primo anno."
Risposta rossa: "Tutto incluso!" Non esiste. O ti stanno mentendo, o ti stanno facendo un preventivo gonfiato per coprirsi su cose che non servono.
5 red flag oltre alle domande
Anche se le risposte sembrano ok, ci sono cinque pattern strutturali che ti dicono di scappare a prescindere:
- Preventivo a forfait di una riga. "Sito web vetrina 8 pagine: 2.500 €". Niente dettaglio = niente trasparenza = liti future garantite.
- Nessun portfolio cliccabile. Solo screenshot, mockup, "lavori sotto NDA". Non esiste un professionista web serio senza progetti pubblici verificabili.
- Hosting e dominio intestati al fornitore. Già detto, lo ripeto. È il modo più antico di tenere ostaggio il cliente.
- Canone annuale obbligatorio per accedere al tuo sito. Diverso da un servizio di manutenzione opzionale. Se ti chiedono un canone per "poter modificare", il sito non è tuo.
- Proposte basate su Wordpress.com gratuito, Wix free, costruttori online chiusi. Per progetti professionali servono soluzioni che ti permettano di andartene quando vuoi.
Freelance o agenzia: la verità onesta
Sono freelance, quindi sono di parte. Ma cerco di essere onesto.
Quando ha senso un'agenzia: progetti grossi (ecommerce con migliaia di prodotti, piattaforme multi-paese, integrazioni complesse con ERP), o quando ti serve un team marketing+design+sviluppo che lavori in parallelo per mesi. In quel caso paghi di più ma hai redundancy.
Quando ha senso un freelance esperto: siti vetrina, professionisti, PMI, landing page, applicazioni web di media complessità. Hai un interlocutore unico, paghi meno overhead, decidi più in fretta. Lo svantaggio: se il freelance sparisce, hai un problema. Per questo la domanda 3 (codice tuo) è cruciale.
Per darti un'idea concreta: ho fatto sia siti vetrina premium come quello del Dott. Fernando Colao (Next.js, Sanity CMS, performance 98/100) sia applicazioni web complete come Preventivi Pro (FastAPI + React + Celery + Ollama + MinIO, wizard B2B con admin). Sempre con la stessa persona dall'inizio alla fine. Senza passaggi di mano.
Vuoi capire se quello che ti hanno proposto regge a queste 10 domande? Mandami il preventivo che hai in mano a stepdesign@prandi.net e te lo leggo: ti dico onestamente se ha senso o dove ha buchi. Gratis, una volta.
Risorse correlate
Pronto a fare le domande giuste?
Se sei a un passo dal firmare un preventivo per il tuo sito web, non firmare oggi. Stampa queste 10 domande, falle al tuo fornitore, valuta le risposte. Se almeno 7 sono verdi, sei in buone mani. Se più di 3 sono rosse, fermati.
E se vuoi un secondo parere o un preventivo alternativo costruito con queste regole dall'inizio, puoi richiedere una stima personalizzata in 3 minuti oppure scrivermi direttamente a stepdesign@prandi.net.
Il sito te lo terrai per anni. Vale 30 minuti di domande in più, oggi.
FAQ
Meglio un freelance o un'agenzia web per il mio sito?
Dipende dalla complessità. Per siti vetrina, professionisti, PMI fino a piattaforme di media complessità, un freelance esperto offre più attenzione, meno passaggi di mano e costi più bassi. Un'agenzia ha senso quando servono team multi-disciplinari paralleli (es. ecommerce internazionale con marketing integrato). Nella maggior parte dei casi il problema non è freelance vs agenzia, ma scegliere una persona competente che si prenda responsabilità diretta del progetto.
Quali domande devo fare prima di firmare un preventivo?
Le 10 che contano davvero: portfolio reale verificabile, intestazione di dominio e hosting, proprietà del codice, performance misurabili (PageSpeed), SEO tecnica base, costi di modifica futuri, chi scrive testi e foto, numero di revisioni incluse, tempi di consegna con penali e – la più importante – cosa NON è incluso nel preventivo.
Cosa sono i red flag in un preventivo per sito web?
Quattro segnali da scappare: 1) Preventivo a forfait senza dettaglio di cosa è incluso; 2) Nessun portfolio cliccabile e verificabile; 3) Hosting e dominio intestati al fornitore invece che a te; 4) Contratto con canone annuale obbligatorio per accedere al tuo sito; 5) Proposte basate su Wordpress.com gratuito o piattaforme chiuse tipo Wix per progetti professionali.
Il sito sarà davvero di mia proprietà?
Deve esserlo. Dominio intestato al tuo nome o ragione sociale, hosting su un account che controlli tu (anche se gestito da terzi), codice sorgente consegnabile in qualsiasi momento. Se queste tre cose non sono scritte nel contratto, il sito non è tuo: stai affittando una vetrina.
Quanto deve durare un sito prima di essere rifatto?
Un sito ben fatto dura tecnicamente 4-6 anni prima di richiedere un redesign profondo. La grafica può sembrare datata dopo 3 anni, ma se la base tecnica è solida (performance, SEO, codice pulito) bastano restyling parziali. Siti fatti male iniziano a creare problemi già dopo 12-18 mesi.
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