Tecnologie
Elementor, Divi, Bricks: quale page builder WordPress regge ancora nel 2026
Confronto onesto dei 3 page builder WordPress più usati: performance, prezzi, flessibilità, futuro. Quale scegliere o evitare nel 2026.
Stefano Prandi — 2026-06-01
I page builder WordPress sono ancora vivi? Domanda legittima nel 2026.
Da una parte Gutenberg con Full Site Editing è maturato e copre ormai l'80% di quello che un cliente medio chiede. Dall'altra l'headless e i framework moderni (Astro, Next.js, SvelteKit) si sono presi tutta la fascia dei progetti dove le performance contano davvero. Eppure, se apri un qualunque hosting WordPress italiano e guardi cosa gira sopra, trovi gli stessi tre nomi di sempre: Elementor, Divi, Bricks.
Sono i tre che ho davanti quando un cliente arriva con un sito WordPress già fatto da qualcun altro e mi chiede di metterci mano. Sono anche i tre che continuo a valutare ogni volta che un progetto, per ragioni di budget o di gestione interna, deve restare su WordPress. Quindi vale la pena fare un confronto onesto: cosa regge ancora, cosa è invecchiato male, cosa sceglierei oggi.
Premessa: io di norma non uso WordPress per i progetti che parto da zero. Preferisco Astro o un custom React con CMS headless. Ma quando WordPress è la richiesta — perché il cliente lo conosce, perché ci sono integrazioni esistenti, perché un editor non-tecnico deve mantenere il sito — allora la scelta del builder pesa moltissimo. Ed è qui che la differenza tra questi tre prodotti diventa concreta.
Elementor: il leader storico che sta invecchiando
Quota di mercato: oltre 6 milioni di siti attivi nel 2026. È ancora, di gran lunga, il page builder WordPress più diffuso al mondo. Prezzo: versione Free + Elementor Pro a circa €60/anno (piano Essential, 1 sito).
Cosa fa ancora bene
- Ecosistema enorme: migliaia di template, addon, integrazioni terze parti. Qualunque cosa ti serva, esiste un widget Elementor che la fa.
- Curva di apprendimento bassa: un cliente non-tecnico impara a usarlo in poche ore. Drag & drop, anteprima live, undo/redo. La UX qui è ancora ottima.
- Community e supporto: trovi tutorial per qualsiasi cosa, in qualsiasi lingua. Se rompi qualcosa, la soluzione su Stack Overflow esiste già.
Dove ha perso terreno
- Bloat severo: una landing page semplice fatta in Elementor parte da 800KB-1.2MB di HTML+CSS+JS solo per il builder. Aggiungi tema, font, plugin terze parti e arrivi a 2-3MB con tranquillità.
- Core Web Vitals difficili: su un sito Elementor medio, senza ottimizzazione pesante, il PageSpeed mobile sta tra 30 e 50. Con cache aggressiva, critical CSS e lazy load di tutto sali a 60-75. Sopra è battaglia.
- CSS verboso: ogni widget genera classi specifiche, inline style, e un grafo CSS difficile da estendere senza rompere qualcosa.
- Vendor lock-in pesante: i contenuti Elementor sono salvati in shortcode/JSON proprietari. Se disattivi il plugin, le pagine si trasformano in un pasticcio di shortcode visibili. Migrare via da Elementor = rifare tutto.
2026 status
Elementor è in declino tecnico ma maturità di mercato. Continua a vendere perché ha la base installata più grande e perché per un'agenzia che fa volume rappresenta lo standard de facto. Ma chiunque guardi i benchmark moderni capisce che non è più la scelta giusta se l'obiettivo sono performance reali.
Lo uso ancora? Solo quando ereditario un progetto già costruito su Elementor e il cliente non ha budget per rifarlo. Mai per progetti nuovi.
Divi: il pacchetto tutto-incluso di Elegant Themes
Prezzo: €89/anno (Yearly Access) oppure €249 lifetime una tantum. Particolarità: include il tema Divi, il builder, e un pacchetto di plugin (Bloom, Monarch, Extra). È più un ecosistema che un singolo prodotto.
Cosa fa bene
- Tutto-in-uno: tema + builder + plugin marketing. Per un freelance che vuole un solo abbonamento e tutti gli strumenti, è efficiente.
- Builder visuale maturo: design diretto sulla pagina, niente backend separato. La UX qui è solida da anni.
- Libreria template ampia: layout già fatti per qualsiasi settore. Per un sito vetrina classico, ne assembli uno in mezza giornata.
Dove zoppica
- Shortcode hell: se disattivi Divi o cambi tema, le pagine diventano un campo minato di shortcode
[et_pb_*] ovunque. Lock-in totale.
- Performance medie: benchmark realistico nel 2026: PageSpeed mobile 35-55 vanilla, 60-70 con ottimizzazione spinta. Non drammatico, ma neanche brillante.
- Ritmo di sviluppo prudente: Elegant Themes aggiorna meno aggressivamente della concorrenza. Stabile, ma non innovativo.
- Tema e builder accoppiati: se vuoi un tema diverso, Divi perde metà del suo valore.
2026 status
Divi è stabile su una nicchia: freelance e piccole agenzie che producono siti vetrina in volume e vogliono un singolo pacchetto. Funziona se la performance non è la priorità assoluta. Non lo consiglierei per progetti dove il PageSpeed conta o dove prevedi di cambiare tema/builder in futuro.
Bricks Builder: il builder che ho scelto quando WP serve davvero
Prezzo: €249 lifetime (una tantum, mai più rinnovi). Esiste anche la versione "Bricks 4" con licenza annuale a €99, ma il lifetime è l'opzione consigliata. Particolarità: nato nel 2021, è il più giovane dei tre. Posizionamento esplicito: builder dev-friendly, performance-first.
Perché è diverso
- Output HTML/CSS pulito: il markup generato è leggibile, semantico, senza wrapper inutili. Una pagina Bricks ha 2-3x meno DOM nodes di una pagina Elementor equivalente.
- Performance reali: 90+ di PageSpeed mobile è ottenibile senza plugin di ottimizzazione esoterici. Solo cache base e critical CSS.
- CSS controllabile: usi le tue classi, non quelle del builder. Puoi scrivere CSS custom direttamente nel builder con sintassi pulita.
- Dev-friendly: query loop reali, integrazione con ACF/Meta Box/Pods diretta, possibilità di scrivere PHP custom per logiche complesse senza uscire dal builder.
- Niente shortcode: i contenuti sono salvati in struttura nativa più snella. Disattivare il plugin non ti lascia un campo di rovine.
Dove c'è da lavorare
- Curva di apprendimento: se vieni da Elementor, le prime ore in Bricks sono frustranti. Logica diversa, terminologia diversa. Una volta capito il modello, è più veloce.
- Libreria template piccola: rispetto a Elementor e Divi, hai meno preset pronti. Ti serve disegnare da zero più spesso.
- Ecosistema in crescita: addon e integrazioni terze parti esistono ma sono molti meno. Frikks, Bricksforge, Codeable Bricks sono i principali.
- Community più piccola: tutorial in italiano scarsi, supporto principalmente in inglese.
2026 status
Bricks è il builder che consiglio oggi quando WordPress è obbligato. Mi è capitato di portare clienti da PageSpeed 35 a 92 mobile solo cambiando builder da Elementor a Bricks, senza toccare il resto dello stack. Il prezzo lifetime, per chi fa più progetti l'anno, si ripaga al secondo sito.
| Criterio | Elementor Pro | Divi | Bricks Builder | |---|---|---|---| | Prezzo | €60/anno (1 sito) | €89/anno o €249 lifetime | €249 lifetime | | Performance media (PSI mobile) | 30-50 vanilla | 35-55 vanilla | 70-90 vanilla | | Libreria template | Enorme (migliaia) | Ampia | Piccola ma in crescita | | Curva apprendimento | Bassa | Bassa | Media | | Output HTML | Verboso | Verboso | Pulito | | Lock-in | Alto | Altissimo | Basso | | Community IT | Enorme | Media | Piccola | | Best for | Volume agenzie | Freelance multi-sito | Performance + WP serio |
I numeri di PageSpeed sono medie da benchmark su hosting condiviso EU, sito vetrina di 5-6 sezioni, senza ottimizzazione spinta. Su hosting performante e con cache aggressiva si sale per tutti, ma il delta tra Bricks e gli altri due rimane.
Quando NESSUN builder è la scelta giusta
Vado controcorrente: ci sono casi in cui usare un page builder è già la decisione sbagliata.
1. Progetti performance-critical Landing page per ads dove ogni 100ms vale soldi, siti enterprise con SLA su Core Web Vitals, e-commerce headless ad alto traffico. Qui un builder è zavorra: vai diretto su Astro o Next.js con CMS headless (Sanity, Strapi, Directus).
2. Blog editoriale serio Se pubblichi 5-10 articoli a settimana e l'editor è una persona dedicata, Gutenberg + blocchi custom è 10x più produttivo di un builder. Niente layout da rifare per ogni post, focus su contenuto.
3. E-commerce serio WooCommerce + builder è una combinazione delicata. Su volumi reali (>1000 ordini/mese) i builder diventano un collo di bottiglia. Meglio tema custom ottimizzato per WooCommerce, oppure Shopify se vuoi smettere di pensarci.
4. Design fortemente personalizzato Quando il design richiede animazioni complesse, interazioni custom, layout non-standard, il builder ti rallenta invece di aiutarti. Tema custom con Tailwind + Alpine.js (o Astro + framework moderno) ti dà più libertà a parità di tempo.
L'alternativa che fa pochi: tema custom + ACF + Gutenberg
Per progetti WordPress che voglio fare bene senza builder, lo stack che uso è questo:
- Tema custom minimale (parto da Underscores o scrivo da zero)
- ACF Pro per i custom field e flexible content
- Gutenberg + blocchi ACF per dare all'editor la flessibilità che serve
- Tailwind CSS per lo styling
Risultato: PageSpeed 95+, zero lock-in, codice mio, manutenzione semplice. Tempo di sviluppo: superiore del 20-40% rispetto a un sito Bricks equivalente, ma il risultato è solido per 5+ anni senza riscrivere nulla.
È la stessa filosofia con cui scelgo Astro su progetti senza WordPress: meno magia, più controllo. Ne ho parlato anche in WordPress nel 2026: ha ancora senso? e nel confronto tra siti statici e WordPress sulla velocità reale.
Migrazione tra builder: parliamo onestamente
Domanda ricorrente: "Posso passare da Elementor a Bricks?".
Risposta breve: tecnicamente sì, praticamente no.
Esistono plugin che provano a convertire layout da un builder all'altro, ma il risultato pulito non lo ottieni mai. Ogni builder salva i dati in formato proprio, con widget specifici, e la mappatura 1:1 non esiste. Nel migliore dei casi recuperi i testi e qualche immagine. Il layout va rifatto.
Conclusione: migrare tra builder = rifare il sito. Il che, a pensarci bene, è anche un'occasione: il sito vecchio è probabilmente datato anche nei contenuti, nella SEO, nella struttura. La migrazione diventa un mini-redesign che ha senso fare.
Quando preventivo una migrazione builder→builder, parto sempre dall'assunto che è un progetto nuovo. Il cliente che si aspetta "due click" si pente; il cliente che capisce che è un'occasione di rifacimento è soddisfatto.
Cosa scelgo nel 2026
Riepilogo concreto, dalla mia pratica:
- Sito già su Elementor, cliente con budget limitato: rimango su Elementor, ottimizzo il possibile, lo dico chiaro che il tetto di performance è basso.
- Sito già su Divi: stessa logica. Se sta su Divi, ci resta.
- Progetto WordPress nuovo, cliente con focus su performance: Bricks Builder, sempre. bricksbuilder.io ha trial e demo per testarlo.
- Progetto WordPress nuovo, editor tecnico, performance critiche: salto il builder, vado di tema custom + ACF + Gutenberg.
- Progetto greenfield senza vincoli: non WordPress. Astro o Next.js con CMS headless.
Per chi vuole approfondire l'altra parte del confronto (lato Elementor), la pagina ufficiale elementor.com ha cambiato molto messaggistica nel 2026, puntando più su AI features e meno su performance. È un segnale interessante.
Conclusione
Il page builder migliore nel 2026 non è quello con più widget, ma quello che ti lascia meno problemi tra 3 anni.
Elementor ha vinto la guerra del passato e la sta perdendo nel presente per peso tecnico. Divi è confortevole ma stagnante. Bricks è la scelta tecnica più solida oggi, se WordPress è obbligato.
E se WordPress non è obbligato, la domanda corretta non è "quale builder?" ma "perché un builder?". Nel 90% dei casi, un sito moderno fatto bene non ne ha bisogno.
Lavori a un progetto WordPress e ti sta arrancando su performance? O stai per partire da zero e vuoi capire se il builder è la strada giusta? Scrivimi su stepdesign.prandi.net: in mezz'ora capiamo se il problema è il builder, il tema, l'hosting o tutto insieme — e se vale la pena rifare o aggiustare.
FAQ
Elementor è ancora il migliore builder WordPress?
Nel 2026 non più. È ancora il più diffuso (oltre 6 milioni di siti attivi) e ha l'ecosistema più ricco, ma sul piano tecnico ha perso terreno: HTML pesante, CSS verboso, Core Web Vitals difficili da portare sopra i 50 senza interventi pesanti. Resta una scelta sensata solo se ti serve l'ecosistema o se erediti progetti già costruiti su di lui.
Bricks Builder vale i 60$ una tantum?
Costa 249€ lifetime (non 60$), e sì, li vale se WordPress è la tua piattaforma principale. Output HTML pulito, performance reali, classi CSS gestibili, niente shortcode hell. Contro: curva di apprendimento ripida se vieni da Elementor, libreria template piccola, community ancora in crescita. Per progetti dove le performance contano è oggi il builder WP più solido.
Divi rallenta il sito?
Sì, soprattutto se attivi tutte le funzionalità. Su benchmark medi (test reali su hosting condiviso EU), un sito Divi vanilla con 5-6 sezioni gira tra 35 e 55 di PageSpeed mobile. Si può ottimizzare con cache + critical CSS + plugin di ottimizzazione, ma raramente sali oltre 70. È il prezzo della comodità: tema e builder integrati, ma DOM gonfio e JS che si carica anche quando non serve.
Posso passare da Elementor a Bricks senza rifare tutto?
Tecnicamente no. Non esiste un convertitore Elementor→Bricks affidabile, perché i due salvano i dati in modo radicalmente diverso (Elementor in postmeta JSON complesso, Bricks in struttura propria più snella). Esistono plugin di migrazione parziale, ma nella pratica il 70-80% del lavoro è rifarlo. La buona notizia: spesso il sito vecchio è anche da ripensare, quindi la migrazione diventa l'occasione per fare pulizia.
I builder WordPress saranno ancora rilevanti tra 3 anni?
Sì, ma con un ruolo più piccolo. Gutenberg + FSE (Full Site Editing) sta erodendo la fascia bassa, l'headless e i framework moderni (Astro, Next.js) si prendono la fascia alta. I builder restano forti nel mezzo: agenzie che producono siti vetrina/landing in volume, freelance che servono clienti che vogliono modificare da soli. Tra 3 anni mi aspetto consolidamento: Elementor sopravvive per inerzia, Bricks cresce sulla qualità, Divi rimane sulla sua nicchia.
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