Scelta agenzia
Cosa chiedere nel preventivo per un sito web: checklist completa
Le 14 voci che un preventivo serio per sito web 2026 deve includere. Red flag, frasi ambigue da chiarire, costi nascosti tipici.
Stefano Prandi — 2026-05-28
Un preventivo per un sito web non è una lista prezzi. È un mini-contratto. Se quando lo leggi non capisci esattamente cosa riceverai, in quanto tempo, da chi e in quale formato finale, quel documento non sta proteggendo nessuno dei due.
La maggior parte dei contenziosi tra cliente e web designer nasce da preventivi vaghi: tre righe, una cifra, un'IBAN. Poi a metà progetto emergono malintesi su revisioni del design, proprietà del dominio, consegna del codice. A quel punto è tardi.
Questa checklist serve a leggere un preventivo prima di firmarlo e capire se è solido. Vale sia per il freelance da 3.000 euro che per l'agenzia da 30.000.
Le 14 voci che devono esserci
1. Scope dettagliato
Quante pagine, quali sezioni, quali funzionalità. Non basta "sito vetrina 5 pagine": serve sapere se l'homepage ha una sezione "team" da 6 schede o una galleria da 24 foto, se c'è un modulo contatti con campi condizionali, se prevedi una pagina servizi con tab. La granularità protegge entrambi: tu sai cosa ricevi, il fornitore sa cosa quotare.
Verde: elenco numerato di pagine con descrizione 1-2 righe di cosa contiene ciascuna. Rosso: "sito web professionale completo".
2. Stack tecnologico
Cosa userà per costruirlo. WordPress, Next.js, Astro, Webflow, Shopify, un page builder. Conta perché determina chi può metterci mano dopo, quanto costa l'hosting, come scala. Un sito Webflow non lo apri in VSCode. Un Next.js richiede un hosting diverso da un WordPress condiviso.
Verde: "Next.js 15 + Sanity CMS, deploy su Vercel" oppure "WordPress con tema Astra Pro, hosting SiteGround". Rosso: "tecnologia all'avanguardia" senza nomi.
3. Design system
Chi disegna le interfacce, quante revisioni sono incluse, in che strumento (Figma, Adobe XD, mockup statici). Le revisioni illimitate non esistono nel mondo reale: 2-3 round per pagina chiave è la norma. Oltre, si paga a ore o si rinegozia. Specifica anche se ricevi i file sorgenti Figma o solo gli screenshot.
Verde: "Design in Figma, 2 round di revisione su homepage + 1 sulle interne, file sorgenti consegnati". Rosso: "modifiche fino a soddisfazione".
4. Contenuti
Chi scrive i testi, chi scatta o seleziona le foto, chi gira gli eventuali video. È la voce più sottovalutata. Spesso il fornitore quota assumendo che tu fornisca tutto pronto. Poi a tre settimane dalla consegna nessuno ha scritto la pagina "chi siamo" e il progetto si blocca. Se hai bisogno di copywriting e shooting, devono essere preventivati a parte o esplicitamente esclusi.
Verde: "Testi forniti dal cliente in Google Docs entro X data. Foto: 12 scatti professionali inclusi". Rosso: silenzio totale sui contenuti.
5. SEO setup iniziale
Il minimo sindacale: sitemap.xml, robots.txt, meta title e description ottimizzati per pagina, schema markup JSON-LD (Organization, LocalBusiness, FAQPage dove serve), Open Graph per anteprime social, integrazione Google Search Console e Analytics. Non è "SEO mensile". È l'igiene tecnica di base che ogni sito deve avere il giorno della messa online.
Verde: voce dedicata con elenco specifico. Rosso: "SEO friendly" come aggettivo generico.
Un sito veloce non è opinione: è un punteggio. PageSpeed Insights su mobile deve restare sopra 85 in un sito vetrina ben fatto nel 2026. Largest Contentful Paint sotto 2,5 secondi. Total Blocking Time sotto 200ms. Inserire questi numeri nel preventivo trasforma una promessa in un impegno verificabile alla consegna.
Verde: "PageSpeed mobile >= 85, LCP <= 2.5s alla consegna". Rosso: "sito ottimizzato e veloce".
7. Hosting
Chi sceglie il provider, chi paga la fattura, a nome di chi è intestato l'account. La risposta corretta è quasi sempre: account intestato al cliente, fattura al cliente, fornitore che gestisce la configurazione. Se l'hosting è intestato all'agenzia, il giorno che cambi fornitore rischi di non poter migrare nulla senza il loro permesso.
Verde: "Hosting Aruba/SiteGround/Vercel intestato al cliente, costo annuo X euro a carico del cliente". Rosso: "hosting incluso" senza dettagli.
8. Dominio
Stesso ragionamento dell'hosting, amplificato. Il dominio è il tuo bene digitale principale. Deve essere registrato presso un registrar (Namecheap, Cloudflare, Aruba) con account intestato a te, email di contatto tua, carta di pagamento tua. L'agenzia non deve mai essere proprietaria del tuo dominio. Mai. È la causa numero uno di "ostaggi digitali".
Verde: "Dominio registrato dal cliente su Cloudflare Registrar, fornitore solo come tecnico DNS". Rosso: "ci occupiamo noi del dominio".
9. Codice sorgente
Alla consegna ricevi il repository Git (GitHub, GitLab, Bitbucket) con tutto il codice del sito e licenza d'uso scritta nera su bianco. Vale anche se non sai cosa farci: serve per qualsiasi futuro fornitore. Su WordPress vuol dire tema custom o child theme + database export. Su Next.js vuol dire repo completo. Senza codice sorgente non possiedi il sito, lo affitti.
Verde: "Consegna repository GitHub privato + invito come owner al cliente". Rosso: nessuna menzione del codice.
10. Tempistiche con milestone
Non basta "consegna entro 8 settimane". Servono milestone: settimana 2 approvazione wireframe, settimana 4 approvazione design, settimana 6 staging navigabile, settimana 8 messa online. Ogni milestone è un punto di sincronizzazione. Permette di accorgersi in tempo se qualcosa rallenta, da entrambi i lati. Le date concrete sono anche il modo migliore per ridurre l'ansia del cliente.
Verde: tabella con 4-5 milestone datate. Rosso: "consegna prevista nel terzo trimestre".
11. Modifiche post-lancio
Dopo la messa online vorrai cambiare qualcosa. Una foto, un testo, un prezzo. Il preventivo deve dire se queste modifiche si pagano a ore (es. 50-80 euro/ora) o se esiste un canone mensile di manutenzione (es. 80 euro/mese per X ore di interventi inclusi). Se nessuno dei due, chiedi: senza accordo scritto le piccole richieste diventano fonte di attrito.
Verde: "Modifiche post-lancio a 60 euro/ora con preventivo scritto sopra le 2 ore". Rosso: "vediamo, ci accordiamo".
12. Pagamenti
Tre informazioni: percentuale acconto, numero di rate, scadenze. Lo standard è 30-50% alla firma, una tranche intermedia su milestone (consegna design o staging), saldo alla messa online. Acconti oltre il 70% sono squilibrati. Pagamento integrale anticipato è quasi sempre red flag: nessun professionista serio si fa pagare tutto prima di iniziare.
Verde: "40% alla firma, 30% all'approvazione design, 30% alla messa online". Rosso: "100% anticipato" o "ci si accorda strada facendo".
13. Cosa NON è incluso
Una lista esplicita di voci escluse. Sembra controintuitivo metterla in un preventivo di vendita, ma è il segnale più forte di onestà del fornitore. Tipiche esclusioni legittime: traduzione in lingue diverse dall'italiano, gestione social, campagne ADV, shooting fotografico professionale, copywriting di pagine extra, consulenza GDPR specialistica, conformità accessibilità WCAG AAA.
Verde: sezione "Non incluso nel preventivo" con 5-8 voci elencate. Rosso: assenza totale della sezione.
14. Garanzie post-lancio
Per quanto tempo dopo la messa online il fornitore correggerà bug gratis. Lo standard ragionevole è 30-60 giorni di "garanzia bugfix": se trovi un comportamento non conforme a quanto preventivato, lui sistema senza fatturare. Non si parla di nuove richieste, solo di errori. È la dichiarazione di fiducia nel proprio lavoro.
Verde: "60 giorni di bugfix gratuito dalla messa online". Rosso: "il sito viene consegnato as-is".
5 red flag concreti
- Prezzo unico, una sola riga. "Sito web vetrina 5 pagine: 3.500 euro." Quel numero da solo non significa niente. Cosa include? In che tempi? Con quali responsabilità? Se il fornitore non riesce a scrivere mezza pagina di dettaglio, non gli affidare il tuo progetto.
- Dominio e hosting intestati al fornitore. Vedi punti 7 e 8. È il modo più rapido per restare ostaggio.
- "Codice sorgente non incluso, su richiesta a parte". Significa che dovrai ricomprare il tuo stesso sito se vorrai cambiare fornitore. Inaccettabile.
- Manutenzione obbligatoria. Un canone mensile imposto, non opzionale, spesso 50-200 euro/mese, senza specificare cosa copra. Se è davvero necessaria, deve essere giustificata voce per voce.
- Nessuna data, nessuna milestone. "Tempistiche da concordare". Concordatele prima di firmare, non dopo.
Frasi ambigue da chiarire prima della firma
"Chiavi in mano": non è una specifica tecnica, è marketing. Chiedi: include i contenuti? Include il dominio? Include lo shooting? Include i tre mesi di assistenza? Le risposte devono essere scritte.
"Tutto incluso": stesso problema. Tutto cosa? Spesso esclude proprio le voci che ti aspetteresti incluse (SEO, accessibilità, fotografia). Pretendere la lista delle esclusioni esplicita.
"Manutenzione inclusa": per quanto tempo? Quante ore al mese? Cosa significa manutenzione (aggiornamenti tecnici, modifiche contenuti, entrambi)? Senza queste tre risposte è una frase vuota.
"SEO friendly": aggettivo, non sostantivo. Chiedi: include sitemap, schema, meta, Search Console? Oppure significa solo che il tema scelto non è cataclismatico per Google? Differenza enorme.
"Sito responsive": dovrebbe essere il minimo nel 2026, non un valore aggiunto. Se compare come voce evidenziata, controlla che il resto del preventivo non sia altrettanto basico.
Modello di struttura ideale
Un buon preventivo per sito web sta in 4-6 pagine ed è organizzato così:
- Intestazione: dati fornitore, dati cliente, data emissione, scadenza validità (30-60 giorni).
- Sintesi progetto: 1 paragrafo che descrive a parole l'obiettivo del sito.
- Scope dettagliato: elenco pagine con descrizione, funzionalità, stack tecnico.
- Cosa è incluso: le 14 voci di questa checklist, espanse.
- Cosa NON è incluso: lista esplicita di esclusioni.
- Tempistiche e milestone: tabella datata.
- Pagamenti: rate, importi, scadenze.
- Garanzie e modifiche post-lancio: durata bugfix gratuito, tariffe per modifiche.
- Condizioni generali: foro competente, GDPR (gdpr.eu), proprietà intellettuale, riservatezza.
- Firma: con data, per accettazione.
Se ricevi qualcosa di più corto di 3 pagine, manca qualcosa. Se ricevi qualcosa di più lungo di 10, c'è un problema diverso (probabilmente padding o burocrazia inutile).
In sintesi
Il preventivo non è la fattura. È il documento che definisce cosa stai comprando, da chi, con quali tempi e responsabilità. Pretendere dettaglio non è scortesia: è la prima forma di rispetto reciproco in un rapporto professionale. Un fornitore che si offende perché chiedi i 14 punti di questa checklist ti sta dicendo, in anticipo, come gestirà i problemi durante il progetto.
Per approfondire il prima e il dopo del preventivo, leggi anche come scegliere chi ti fa il sito: 10 domande da fare e quanto costa davvero un sito web nel 2026.
Vuoi un secondo parere su un preventivo che hai ricevuto? Sono Stefano Prandi, freelance: progetto e sviluppo siti per professionisti e PMI (vedi stepdesign.prandi.net e i miei lavori per Studio Colao, Dott.ssa Gemma Colao, Preventivi Pro, AImpact, Check-Me). Mandami il PDF del preventivo che stai valutando: ti dico in 24 ore se è solido o cosa chiarire prima di firmare. Risposta gratuita, senza impegno.
FAQ
Cosa deve includere un preventivo per sito web?
Un preventivo serio per un sito web nel 2026 deve includere 14 voci: scope dettagliato delle pagine, stack tecnologico, design system con numero di revisioni, responsabilità sui contenuti, SEO setup iniziale, performance target misurabili, hosting (chi paga e a nome di chi), dominio (idem), consegna del codice sorgente, tempistiche con milestone, tariffe per modifiche post-lancio, piano pagamenti con acconto, elenco esplicito di cosa NON è incluso, garanzie post-lancio sui bugfix.
Quali sono i red flag in un preventivo?
Cinque segnali per cui scappare: 1) prezzo unico senza dettaglio voci, 2) nessuna menzione del codice sorgente o repository Git, 3) dominio e hosting intestati al fornitore invece che al cliente, 4) parole vaghe come 'chiavi in mano' o 'tutto incluso' senza elenco, 5) nessuna milestone o data di consegna scritta. Se vedi anche uno solo di questi punti, chiedi un preventivo dettagliato o cambia fornitore.
È normale pagare un acconto?
Sì, è prassi standard pagare un acconto tra il 30% e il 50% alla firma del preventivo. Il saldo si divide poi in una o due tranche legate a milestone concrete (consegna design approvato, messa online). Acconti sopra il 70% prima dell'inizio dei lavori sono un red flag: il professionista serio condivide il rischio con te. Le rate vanno sempre indicate per iscritto nel preventivo, con importi e date precise.
Quanto tempo è valido un preventivo per sito web?
Un preventivo per sito web è tipicamente valido tra 30 e 60 giorni dalla data di emissione. Oltre questa finestra il fornitore può rivedere prezzi e tempistiche perché cambiano carico di lavoro, costi di servizi terzi (hosting, font, librerie) e disponibilità. La data di scadenza deve essere scritta in chiaro sul documento: se manca, chiedila esplicitamente prima di firmare.
Cosa NON dovrebbe essere incluso ma spesso lo è?
Voci sospette spesso infilate nei preventivi: 'manutenzione obbligatoria' a canone mensile senza specificare cosa copre, 'licenze tema premium' rivendute con ricarico opaco, 'SEO mensile' senza KPI né report, 'gestione social' impacchettata con il sito, 'assistenza prioritaria' che dovrebbe essere standard. Chiedi sempre il dettaglio di queste voci: spesso si scopre che sono opzionali o ingiustificate.
Richiedi un preventivo